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Girare il mondo per seguire e curare i più grandi atleti è
sicuramente il sogno della maggior parte dei fisioterapisti.
Cosimo Bruno nella sua fantastica carriera ha fatto anche
questo. Ha partecipato alle manifestazioni più importanti del
panorama internazionale , dalle Olimpiadi di Atene nel 2004 fino
alle ultime Olimpiadi di Vancouver nel 2010 , senza mancare a
quelle di Torino nel 2006 .
Oggi vive a
Ventimiglia (Imperia), è diventato,
dal 1995 al 2011, per 3 volte 1⁰
Vice Chairman e per altre due volte Alternate Representative
of European Region nella W.C.P.T. (World Confederation for
Physical Therapy) e dal 2011 e’ componente dell’ Awards
Committee della ER-WCPT, è fondatore e presidente AMIA della
(AgiMeridiline International Association) ed è fondatore ed e’
stato vice presidente e consigliere del “the McKenzie Institute
Italia”. E’ stato responsabile degli Affari Internazionali
dell’A.I.FI. per moltissimi anni
La sua riservatezza non lo fa spesso balzare agli onori della
cronaca , ed anche per questo suo lato umano viene molto
apprezzato nel mondo sportivo. La privacy del paziente viene
prima dei titoli di giornale.
Un grande esempio per tutti noi giovani fisioterapisti.
Ciao Cosimo, quando hai deciso di diventare fisioterapista?
Ero un giovane (19 anni) promettente istruttore di calcio del
settore giovanile (N.A.G.C. e esordienti) selezionato dal
Settore Tecnico di Coverciano che l’ultimo anno delle superiori
guardando un programma televisivo, un sabato pomeriggio, ho
scoperto l’esistenza della Scuola diretta a fini speciali per
Terapisti della Riabilitazione dell’Università’ di Roma.
Conseguita la maturità, mi sono messo alla ricerca di Università
con il corso di Terapista della Riabilitazione (così si chiamava
allora). Non e’ stato facile, all’epoca neanche tutti i medici
conoscevano la nostra professione, ma sono stato fortunato e
casualmente tramite un amico ho trovato la segreteria della
scuola presso le scuole di specializzazione della Facoltà di
Medicina dell’Universita’ di Genova. Ho partecipato agli esami
di selezione e sono stato ammesso al corso
Qual'è stata la manifestazione sportiva che non potrai mai
dimenticare?
Le Olimpiadi di ATHENE 2004, sono state il massimo della
professionalità per noi fisioterapisti.. All’epoca ero
conosciuto in Grecia perché insegnavo il Kinesio Taping fin dal
2001 , e sono stato scelto per operare al Dipartimento di
Fisioterapia del Policlinico del Villaggio Olimpico di Atene.
Eravamo uno staff di fisioterapisti provenienti da tutto il
mondo (50% greci). Il Direttore e i due Vice Direttori del
Dipartimento di Fisioterapia erano fisioterapisti greci e io
avevo dopo di loro una posizione di prestigio come responsabile
del settore Taping.
I fisioterapisti valutavano e decidevano le terapie (accesso
diretto) e al termine delle Olimpiadi hanno avuto l’encomio da
parte della Commissione medica del CIO. Il Dipartimento e’
stato un laboratorio dove i fisioterapisti dei vari Paesi si
scambiavano le conoscenze e le esperienze.
Altro evento importante durante le Olimpiadi di Atene e’ stato
il Simposio a cui hanno partecipato Medici e Fisioterapisti ma i
relatori, che parlavano di riabilitazione e fisioterapia erano
solo medici, questa situazione ha mobilitato i fisioterapisti
più “sindacalizzati” ed esperti a livello internazionale che
hanno protestato e chiesto alla Commissione medica del CIO che
nelle successive Olimpiadi durante il simposio i relatori
fossero medici e fisioterapisti … e così e stato. Un’altra
importantissima vittoria per la professione e per l’autonomia
Come si instaura un buon rapporto con gli atleti?
Senza servilismo, con professionalità e reciproco rispetto
Qual è stato l'atleta che ti ha trasmesso maggiori emozioni?
E’ difficile scegliere, direi due a pari merito. Vlade Divac,
dei Los Angeles Lakers (NBA) leggenda del Basket mondiale, il
miglior centro passatore della storia e FIBA Hall of fame
(2010). Divac e’ una persona intelligente e semplice che ha
messo la sua persona a disposizione dell’UNICEF come
Ambasciatore inoltre ha creato la DCF ( Divac Children’s
Fundation ) e la H.O.D. (Humanitarian Organization Divac).
L’altro atleta che mi ha trasmesso e mi trasmette emozioni e’
Novak Djokovic, ha capito e mi ha fatto capire che sono sulla
strada giusta dal punto di vista professionale e terapeutico,
inoltre ne sto apprezzando i progressi che lo hanno portato
all’apice della carriera sportiva.
L'infortunio più difficile da riabilitare?
Concordo con l’amico e collega Rosario D’Onofrio (Responsabile
per il Recupero atleti infortunati SS Calcio Napoli), che per
gli eccezionali risultati ottenuti, ritorno all’attività
calcistica ad alto livello in tempi brevi, lo considero uno dei
migliori al mondo nel recupero sul campo degli atleti,
le lesioni muscolari nel calcio occupano, per incidenza un
ruolo preminente e di estremo interesse scientifico viste anche
le numerose “re-injury”. Il “reconditioning” riveste un ruolo
fondamentale, sicuramente uno screening atto ad analizzare gli
aspetti biomeccanici, posturali, fisiologici ecc, permetterà di
decrementare i fattori di rischio ed evitare “compliance”
durante il difficile ritorno allo sport.
Inoltre in base alla mia esperienza, il successo riabilitativo
post intervento chirurgico, dipende non solo dalla tecnica
operatoria che con gli anni migliora sempre più ma dal rispetto
che il chirurgo ha della “fascia” e della posizione
dell’incisione e dalla sutura, che se fatta sul percorso di un
“meridiano” potrebbe complicare il recupero e la
riabilitazione.
Sul "campo" quali sono le tecniche più utilizzate per
prestare soccorso agli atleti?
Dipende dal tipo di sport e dal tipo di trauma, la prima cosa da
fare e’ una valutazione e/o diagnosi e successivamente il
classico RICE va bene per molti sport e situazioni. In altri
casi manipolazioni, taping, trattamento dei meridiani ed
acupunti, personalmente uso il metodo MeridiLine molto rapido
soprattutto nel tennis dove il fisioterapista ha a disposizione
solo tre minuti per trattare l’atleta.
Hai fondato un'associazione che si chiama AMIA quali
obiettivi vi siete prefissati?
L’AMIA e’ una piccola associazione culturale ed aperta a più
professionisti del settore della salute e del benessere.
L’obiettivo e’ diffondere metodiche basate sulla conoscenza e
trattamento dei meridiani e di alcuni acupunti con un sistema di
valutazione moderno che utilizza il movimento. Non occorre avere
strumentazione ne utilizzare aghi.
In un periodo di crisi economica mondiale, dove la sanità
insieme alla previdenza e’ una delle voci di bilancio più
costose di uno Stato e dei singoli cittadini, il MeridiLine
Therapy System e’ un insieme di metodiche che ha bassi costi e
che e’ utilizzabile sia per il trattamento dei dolori
muscolo-scheletrici che per la prevenzione e il miglioramento
della “performance” tramite il “riequilibrio” del corpo e la sua
“messa a punto”.
Sei stato uno dei primi , se non il primo , ad utilizzare in
Italia il Kinesio , ci racconti come l'hai scoperto e dove l'hai
studiato.
Nell’Aprile 1998 ero a Estoril (Portogallo) per la seconda
riunione di preparazione alla costituzione della IFSP
(International Federation Sport Physiotherapy) di cui sono stato
l’ideatore, il collega portoghese Jose’ Esteves dello Sporting
Lisbona, co-fondatore ed ex segretario della IFSP mi ha dato un
rotolo colorato (kinesio tex) mi ha detto provalo e mi ha
informato che Jim Wallis stava tenendo il primo corso in Europa
e sono andato al corso come osservatore. La volta successiva
sono andato a Barcellona (Spagna) nello studio dell’amico e
collega Santos Sastre , Presidente dell’Associazione Spagnola di
Fisioterapia e Presidente del Congresso Mondiale della WCPT
Barcelona 2003, dove ho incontrato il collega Virginio Mariani
che conoscevo e David Blow (successivamente distributore) che ho
conosciuto nell’occasione. Ho organizzato il primo corso in
Italia ad Ospedaletti (Imperia) in collaborazione con Blow, il
docente era Jim Wallis. Nel frattempo insegnavo il Kinesio
Taping soprattutto all’estero, gli inizi non sono stati facili,
il materiale didattico era poco e scarso e c’era molto
scetticismo da parte dei fisioterapisti e medici.
Nel 2002 sono stato contattato dalla casa madre Kinesio Co.Ltd
Japan perché si sono resi conto che stavo diffondendo in Europa
il metodo. Nel Luglio 2003 ho avuto il primo stage di 50 ore di
formazione nella sede centrale di Tokyo con i due migliori
istruttori Giapponesi e sono diventato CKTI ed il primo ed
unico Head Instructor per l’Europa. Dal 2004 al 2007 ho
partecipato ogni anno a Tokyo a stage di 50 ore e ai Simposi
Internazionali di Kinesio, nel frattempo ho insegnato il metodo
in India, Zambia, South Africa con Kenzo Kase e in tutta
Europa ai fisioterapisti di nazionali di calcio, pallanuoto etc.
e a fisioterapisti di club come Real Madrid, Atletico Madrid
ecc. Nel settembre 2007 mi sono dimesso in disaccordo con la
politica commerciale della società ( aveva privilegiato il
rapporto con i distributori togliendo dal mercato il prodotto
utilizzato da venti anni e sostituendolo con un altro
qualitativamente meno efficace ), che ritenevo sbagliata tanto
e’ vero che nel Dicembre 2007 la casa madre Kinesio Co. Ltd
Japan e’ stata dissolta e liquidata. La
liquidazione della Kinesio Co. Ltd ha visto il proliferare di
tape più o meno simili e più o meno buoni, e di conseguenza è
proliferata l’offerta di corsi , che purtroppo hanno lo stesso
peccato originale … “origine –inserzione, inserzione-origine”. I
“mass media” del settore sportivo hanno reso la tecnica
popolare incrementando il numero degli utilizzatori e di coloro
che lo applicano più o meno bene. A mio avviso vedendo molte
applicazioni su foto o filmati televisivi si evince che molte
sono fatte in modo non appropriato, utilizzando il 50% del
potenziale della tecnica, e che a mio avviso ha ancora molto da
dare. Sono aumentate anche le ricerche sul tape, per molte
ricerche sul tape ho dei forti dubbi che si possa trovare
l’evidenza scientifica ( materiale, ragionamento clinico e
modalità di applicazione.) mentre e’ più facile trovare
l’evidenza clinica
Secondo te quale terapia si imporrà nei prossimi anni.
In questi ultimi sei anni mi sono dedicato allo studio dei
meridiani e degli acupunti, per tanti anni ho evitato di
addentrarmi in questo campo perché lo ritenevo difficile ed
esclusivo. Molti pensano che questo tipo di cura non faccia
parte della nostra cultura e tradizione. Voglio sfatare questo
modo di pensare; durante una conferenza sull’agopuntura, in
Giappone nel 2009, con mio stupore ho appreso, da un relatore
giapponese, che il documento più antico sull’agopuntura non si
trova in Cina, bensì in Italia a Bolzano ( Iceman Otzi del
Similaun- 5000 A.C. circa) ben 2000 anni prima che in Cina,
anche in Europa usavamo trattare gli acupunti. Secondo il mio
punto di vista ed esperienza la fisioterapia e la medicina non
possono essere divise in occidentale, orientale, complementare o
alternativa. Le nostre diagnosi o le procedure diagnostiche sono
esatte? Ho forti dubbi, perché non abbiamo abbastanza
conoscenza del corpo umano. La terapia manuale ed il
riequilibrio energetico (meridiani, acupunti ...ed altro) che
hanno una grande efficacia a basso costo sono l’ideale connubio
per lo sviluppo della terapia del futuro, dove le risorse a
disposizione saranno sempre meno.
Quali terapie manuali utilizzi? Hai studiato anche
l'osteopatia o la chiropratica?
Utilizzo molto le mani, sia per valutare che per trattare, se
devo parlare di metodi, utilizzo un mio metodo che è frutto
della mia esperienza e delle conoscenze acquisite in Giappone.
Inoltre fin dagli studi universitari di Genova stimolato dal mio
docente, amico e collega Francesco Busso (uno dei primissimi
fisioterapisti Italiani fondatore dell’AITR/AIFI con 53 anni di
professione), ho studiato Cyriax , Maitland, Bienfait, Mezier,
Souchard e Mckenzie (ho avuto l’onore e la fortuna di
conoscerli tutti). Abitando nella zona di confine con la
Francia, sono sempre stato attratto dall’osteopatia e dalla
chiropratica che ho studiato parzialmente ( all’università di
Nizza -Francia) per ampliare le mie conoscenze ma no sono ne
osteopata ne chiropratico ma fortunatamente utilizzo altri
metodi che mi danno risultati altrettanto efficaci e
soddisfacenti per i pazienti/clienti.
Ci racconti come viene organizzata l 'area riabilitativa alle
Olimpiadi?
Premesso che durante le Olimpiadi molte squadre nazionali,
soprattutto le più ricche, hanno uno staff medico e
fisioterapico che si organizza un ambulatorio negli uffici
assegnati alla delegazione nazionale e/o negli alloggi del
villaggio olimpico. Tutti gli altri atleti di discipline e/o
Paesi più poveri utilizzano il Policlinico del villaggio
olimpico sia per l’aspetto medico-diagnostico sia per l’aspetto
infortunistico e fisioterapico. Ad Atene e a Vancouver la
Commissione Medica del CIO si e’ congratulata con il
Dipartimento di Fisioterapia ( composto da uno staff di
fisioterapisti volontari nazionali ed internazionali specialisti
ed esperti nello sport) gestito da fisioterapisti e con
“accesso diretto” alle prestazioni. Altri fisioterapisti sotto
gestione del Comitato Olimpico organizzatore sono a disposizione
degli atleti sui campi di gioco.
A Torino, come Paese ospitante dei giochi non abbiamo fatto
bella figura nel nostro settore. Durante la visita della
Commissione Medica del CIO all’ambulatorio di
Massofisiokinesiterapia, ho visto sul volto dei medici della
commissione sorrisini e ilarità per il fatto che la parola
“Fisioterapia” non c’era neppure sui cartelli indicatori,
inoltre non c’erano fisioterapisti stranieri in quanto
l’organizzazione si e’ affidata principalmente a fisioterapisti
delle ASL piemontesi senza una adeguata esperienza in campo
sportivo.
Come pensi che stia evolvendo la figura del fisioterapista?
La figura del fisioterapista non può che evolvere bene, dal
punto di visto della conoscenza i giovani fisioterapisti hanno
il vantaggio di conoscere le lingue straniere, di utilizzare
internet e di avere una migliore tecnologia a disposizione. Il
fisioterapista del futuro deve avere “ High Tech & High Touch ,
la tecnologia non può prescindere dalla manualità, dal saper
toccare, sentire, manipolare e …. massaggiare.
Quest’anno in occasione del Congresso mondiale della W.C.P.T.
ad Amsterdam un gruppo di studenti Italiani, Francesi e
Tedeschi ha creato la ”European Network for Academic Physical
Therapists” (ENAPT) e il 9 Settembre in occasione del
Physiotherapy day, a Brussels, si è tenuto il primo Meeting
degli Studenti Europei ed altri 5 Paesi hanno sostenuto
l’iniziativa e aderiranno al network per promuovere la nostra
formazione e professione. Si terrà un meeting annuale per
scambiare le conoscenze e collaborare su progetti
internazionali. I nostri studenti sono stati tra i promotori e
questo fa ben sperare per il futuro della professione nel
nostro Paese, mi auguro che questa iniziativa stimoli anche i
nostri docenti affinché escano dal provincialismo e partecipino
maggiormente alle iniziative internazionali come il prossimo
3rd European Congress on Physiotherapy Education che si terrà a
Vienna l’8-9 Novembre 2012
Tu che vivi la riabilitazione anche negli altri paesi ,
confrontandoci con le altre realtà cosa dobbiamo migliorare e
dove siamo già a buon punto?
La nostra professione in Italia e’ relativamente giovane (
appena 52 anni) rispetto a Paesi come Olanda ( 122 anni) e
Regno Unito (117 anni) dove nei servizi sanitari nazionali il
cittadino usufruisce dell’ “accesso diretto” alla fisioterapia.
Nel nostro SSN abbiamo ancora un tipo di organizzazione
“Medioevale”, che fa aumentare le liste di attesa ed i costi,
l’auspicio e’ che i nostri politici riducano le liste di attesa
ed i costi instaurando l’”accesso diretto” alle prestazioni di
fisioterapia nel SSN, responsabilizzando maggiormente i
professionisti.
Altra cosa da migliorare e’ la partecipazione a Congressi
Internazionali, partecipiamo poco o niente soprattutto i
docenti, e non e’ questione di crisi economica o di reddito ma
di incapacità linguistica o di pigrizia. Fortunatamente
quest’anno al Congresso Mondiale abbiamo avuto 72 iscritti
rispetto ai 5-10 iscritti dei congressi precedenti. Il mio
augurio e’ vedere più poster, più relatori e chairman di
sessione nel Prossimo Congresso mondiale della WCPT (World
Confederation for Physical Therapy) a Singapore nel 2015 – nel
Congresso mondiale della WCPT di Barcelona 2003 ho avuto l’onore
di essere il primo italiano a presiedere due sessioni
congressuali.
Siamo già a buon punto nella formazione continua e ritengo che
il 50% dei fisioterapisti italiani sia di alto livello e
qualitativamente al disopra della media mondiale, l’altro 50%
purtroppo e sotto la media.
L'Ordine Professionale arriverà presto?
Non penso che l’Ordine arriverà presto, un motivo è perché non
abbiamo una lobby parlamentare a favore... anzi ne abbiamo
contro. l’altro motivo è che con un Ordine si creano più
scontenti (abusivi vari ) che contenti ( fisioterapisti e
pazienti/clienti) e al Governo e Parlamento, se lo decidono,
conviene darcelo a ridosso delle elezioni, inoltre il problema
vero è permettere la libera circolazione dei professionisti in
Europa senza le lungaggini burocratiche di riconoscimento del
titolo professionale.
Nel 1995 quando sono stato eletto per la prima volta Vice
Chairman dell’ S.L.C.P. within E.U. (Standing Liaison Committee
of Physiotherapists nell’Unione Europea) avevo proposto
all’esecutivo un Registro Europeo affidato e gestito dalla
ER-WCPT e il rilascio di un “passaporto europeo del
fisioterapista , per coloro che ne facevano richiesta e che
per motivi di lavoro dovevano migrare in tempi rapidi. Il
passaporto avrebbe facilitato le procedure di libera
circolazione e permesso di trovare lavoro nell’ambito
dell’Unione Europea senza perdere l’opportunità’ lavorativa a
causa delle procedure di riconoscimento del titolo. A distanza
di anni con piacere ho notato che quest’anno la Regione Europa
della World Confederation for Physical Therapy ( E.R. of
W.C.P.T.) di cui sono stato Vice Presidente e’ stata invitata
dalla Commissione Europea, DG Mercato interno, a partecipare in
un “Physiotherapy case study” per una Carta Professionale
Europea. La “European Professional Card” è collegata alla
Direttiva sul Riconoscimento sulle Qualifiche Professionali con
l’obiettivo di facilitare le procedure per la libera
circolazione in Europa. Il 23 maggio scorso si e’ tenuto il
primo meeting con Fisioterapisti,Medici, Ingegneri, Infermieri e
Guide Turistiche. Il sotto-gruppo della Fisioterapia era
composto dalle Autorità nazionali del Belgio, Italia, Ungheria,
Polonia e Regno Unito e il 2-4 Ottobre a Cracovia (Polonia) si è
tenuto il “ Single Market Forum” dove è stato presentato il
“case study” della fisioterapia. La Commissione Europea ha
pubblicato il “Green Paper on Modernising the Professional
Qualifications Directive” (2005/36/EC). Speriamo che tutto
questo possa facilitare legislatore italiano a legiferare
l’Ordine Professionale dei Fisioterapisti..
Il tuo prossimo viaggio?
A Riga ( Latvia) per la creazione di un centro di formazione di
AMIA per i Paesi Baltici e Scandinavi. A breve uscirà in
collaborazione con la Latvian Physiotherapy Association il
calendario dei corsi MeridiLine 2012 per i colleghi del Nord
Europa e per gli studenti e fisioterapisti italiani, delle
vacanze/studio
Grazie Cosimo e buon lavoro!
PS: Per ulteriori
richieste di informazioni :
www.facebook.com/cosimo.bruno
E-mail:
cosimo_bruno@msn.com
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