Fisioterapisti e medici che nell’arco di tre anni, tra il 2010 e il 2013, avrebbero effettuato un numero spropositato di terapie domiciliari sforando il piano assistenziale della Asl di 275.000 euro. Il risultato dell’inchiesta del pm Giuseppe Deodato è stato sconfortante: quaranta di pazienti non hanno riconosciuto la loro firma, apposta d’obbligo dopo la terapia. Per altri l’accertamento è stato diverso: all’epoca della fisioterapia non erano più vivi , ma deceduti . La direzione della Asl si è messa in allarme dopo aver notato lo sforamento e ha fatto denuncia. L’inchiesta ha accertato che oltre 40 mila euro erano legati alle false terapie. Per spuntare più rimborsi e aumentare lo stipendio i fisioterapisti aumentavano il numero delle prestazioni e talvolta le addebitavano a pazienti immaginari, con nomi e cognomi inventati, o addirittura nel frattempo deceduti. Per ogni terapia i fisioterapisti incassavano, come da contratto, trentaquattro euro e sessantasei centesimi. Quindi bastava inventare anche una decina di sedute più al mese per arrotondare lo stipendio. E se serviva una firma, la si inventava o la si faceva mettere ai pazienti inventando una scusa.