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Nei reparti di Medicina Fisica e Riabilitativa ci si trova di
fronte tutti i giorni il sintomo dolore ed è doveroso cercare di
sconfiggere le sue cause. La cura è per forza di cose
sintomatica. Per raggiungere tale scopo si ricorre
principalmente ai FANS, cioè i farmaci antinfiammatori non
steroidei. Una categoria molto vasta che comprende formulazioni
più o meno energiche. Tutte però con un grave rischio :
incorrere in disturbi gastrici. Dai semplici bruciori di stomaco
a sindromi piuttosto pesanti da sopportare. L’innovazione della
terapia con sistemi transdermici agisce anch’essa eliminando il
sintomo dolore, ma senza l’utilizzo di questi farmaci
somministrati per via generale. La novità di queste nuove
metodiche terapeutiche sta nel fatto che tale terapia permette
di diffondere la sostanza farmacologica prestabilita soltanto in
quella zona del corpo, in quei tessuti dove essa deve agire e
dunque in quantità minima. In farmacologia è noto che una dose
anche minima di farmaco condotta direttamente nel sito della
patologia, esplica un’azione terapeutica superiore a quella che
si otterrebbe somministrando lo stesso prodotto (ma a dosi ben
maggiori) per via parenterale. Sembra un piccolo dettaglio
eppure in tal modo si evitano tutti gli effetti collaterali più
o meno sgradevoli dei farmaci e si ottiene un’azione - cioè una
eliminazione del dolore – rapidissima.
Tutto ciò è stato accuratamente studiato e sperimentato
all’università G. d’Annunzio di Chieti, nel reparto di Medicina
Fisica e Riabilitativa diretto dal prof. Raoul Saggini. L’ultima
metodica presa in esame è stata quella pharmaelettroforetica.
Questo tipo di terapia,permette una veicolazione transdermica
attiva elettrocinetica nella quale i farmaci migrano sotto
l’azione di un campo elettrico.
Per chi si occupa di riabilitazione poter veicolare farmaci
anche ad alto peso molecolare con una somministrazione
loco-regionale senza alcun tipo di effetto collaterale e senza
invadere il circolo sistemico, è un surplus notevole nell’iter
riabilitativo, che può fare la differenza e quindi permettere di
raggiungere obbiettivi prefissati nel proprio progetto
riabilitativo, oltre che ridurre il tempo necessario per tale
scopo.
Ricordiamo che il compito del riabilitatore è di arrivare
all’obbiettivo prefissato e di farlo il prima possibile. Con
questa metodica non sarà più necessario eseguire la distinzione,
come si faceva prima con la classica ionoforesi, di farmaci con
polarità negativa o con polarità positiva, ma verranno inseriti
tutti i farmaci in un unico contenitore contenente del gel,
mescolando il tutto. Oltre a ciò, è di considerevole importanza
il fattore di profondità cui si può far pervenire il farmaco.
Portando la nostra esperienza di riabilitatori, molte volte
bisogno scontrarsi con focolai infiammatori o fattori
degenerativi a notevole profondità rispetto alla superficie
cutanea. E’ questa una delle maggiori innovazioni di questo tipo
di apparecchiatura rispetto alle precedenti: il farmaco penetra
da 0,1 mm fino alla profondità di 10 cm.
Questo tipo di metodica viene utilizzato anche in medicina
estetica andando a veicolare prodotti contro la cellulite, le
rughe, smagliature , ecc. |
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