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E' con immenso piacere che chiudo questa
sezione che non sarebbe mai dovuta nascere. Cari colleghi la
giustizia è stata fatta. Grazie a tutti coloro che si sono battuti
per la dignità della nostra professione.
Marco Musorrofiti
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Martedì 5 aprile 2011 - 533ª seduta pubblica
(pomeridiana)
(La seduta ha inizio alle ore 16:32).
L'Assemblea del Senato, all'unanimità, ha approvato in via
definitiva il disegno di legge n. 572-B, d' iniziativa del Gruppo
dell'IdV, recante abrogazione dell'articolo 1-septies del
decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di
equipollenza di diploma di laurea in scienze motorie al diploma di
laurea in fisioterapia, e disposizioni relative al conseguimento
della laurea in fisioterapia da parte di studenti e laureati in
scienze motorie.
Consapevole dell'impropria sovrapposizione tra i due diplomi di
laurea e delle difficoltà di sbocchi professionali che incontrano i
laureati in scienze motorie, il Senato ha scelto di privilegiare il
principio dell'abrogazione dell'equipollenza e di dare soluzione ad
una vicenda risalente alla XIV legislatura, rinunciando a
configurare un percorso per il passaggio dall'uno all'altro diploma.
E' stato quindi approvato senza modifiche il testo licenziato dalla
Camera dei deputati che attribuisce al Ministro del'istruzione,
dell'università e della ricerca il compito di definire la disciplina
relativa al riconoscimento dei crediti formativi; all'accesso al
corso universitario in fisioterapia nei limiti dei posti programmati
e previo superamento di una selezione; allo svolgimento del periodo
di formazione e tirocinio.
Dopo la relazione del sen. Bevilacqua (PdL), sono intervenuti nella
discussione generale i sen. Biondelli, Rusconi (PD), Caforio (IdV),
Montani (LNP) e Asciutti (PdL). Le dichiarazioni di voto finali sono
state svolte dai sen. Caforio (IdV), Gustavino
(UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-Io Sud-MRE)), Pittoni (LNP), Rusconi (PD) e
Colli (PdL).
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Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario
n. 287 del 22/03/2011
(572-B)
CAFORIO ed altri. - Abrogazione
dell'articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n.
250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006,
n. 27, in materia di equipollenza di diploma di laurea in
scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia, e
disposizioni relative al conseguimento della laurea in
fisioterapia da parte di studenti e laureati in scienze motorie,
approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito e conclusione dell'esame)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 16 marzo scorso, nel
corso della quale - ricorda il
PRESIDENTE
- sono stati presentati gli emendamenti 1.1. e 1.2, di identico
tenore, pubblicati in allegato al resoconto di quella seduta.
Il
Presidente rammenta altresì che il senatore Asciutti ha ritirato
la propria firma dall'emendamento 1.1.
Il senatore
PITTONI
(LNP) dichiara a sua volta di ritirare la propria firma
dall'emendamento 1.1.
Il relatore
BEVILACQUA
(PdL), richiamandosi a quanto affermato nella precedente
seduta, invita a ritirare gli identici emendamenti 1.1 e 1.2,
altrimenti il parere è contrario.
Il sottosegretario GIRO si esprime in senso conforme al
relatore.
Per dichiarazione di voto favorevole sugli identici emendamenti
1.1 e 1.2 prende la parola il senatore
RUSCONI
(PD), il quale rammenta che essi avevano registrato
l'accordo di tutti i Capigruppo, in linea con il percorso
intrapreso in senso trasversale a partire dal 2005, finalizzato
alla abrogazione secca dell'equipollenza.
Ritiene infatti che il testo approvato dalla Camera dei deputati
leda l'autonomia universitaria, con particolare riferimento ai
commi 2 e 3 dell'articolo 1 che creeranno ulteriori difficoltà
applicative, anche considerando che l'accesso a fisioterapia
resta a numero chiuso.
L'articolato offre pertanto una risposta a suo avviso sbagliata
ad un'esigenza vera dei laureati in scienze motorie sul piano
degli sbocchi professionali. Sarebbe stata invece più corretta
una risposta di tipo didattico, basata sul ripristino dei
docenti di scienze motorie nella scuola primaria e
sull'incremento delle ore di educazione fisica nelle scuole
superiori.
Rimarca poi che la maggioranza ha ventilato l'ipotesi che
l'Esecutivo non dia attuazione ai commi 2 e 3, onde lasciare di
fatto intatta solo l'abrogazione secca e al contempo approvare
celermente il provvedimento. Sulla questione invita il Governo a
chiarire la propria posizione in maniera trasparente, anche alla
luce delle numerose pressioni favorevoli all'attuazione delle
norme che saranno presumibilmente avanzate.
Previa dichiarazione di voto contrario a nome del Gruppo da
parte del senatore
ASCIUTTI
(PdL) e di astensione a titolo personale del senatore
FIRRARELLO
(PdL), verificato il prescritto numero di senatori, la
Commissione respinge gli identici emendamenti 1.1 e 1.2.
Su richiesta del senatore
RUSCONI
(PD), il
PRESIDENTE
sospende brevemente la seduta.
La seduta, sospesa alle ore 15,35, è ripresa alle ore 15,55.
Si passa al conferimento del mandato al relatore a riferire
favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge in titolo, nel
testo pervenuto dalla Camera dei deputati.
Il senatore
GIAMBRONE
(IdV)
ricorda che il suo Gruppo è sempre stato favorevole
all'abrogazione secca dell'equipollenza fra le due lauree, senza
altra specificazione, tanto che aveva visto con estremo favore
la presentazione di un emendamento firmato da tutti i Capigruppo
in Commissione volto a sopprimere i commi 2 e 3, introdotti
dall'altro ramo del Parlamento. Egli non può quindi che prendere
atto con rammarico del ritiro della firma da parte dei
rappresentanti dei Gruppi di maggioranza.
Ciò nonostante, ritiene comunque preferibile approvare il
disegno di legge con sollecitudine piuttosto che rinviarlo alla
Camera dei deputati. Dichiara perciò il voto favorevole del suo
Gruppo, pur mantenendo inalterate le perplessità sui commi 2 e
3.
La senatrice
Mariapia GARAVAGLIA
(PD) osserva che il provvedimento è meno semplice di quel
che sembra, tanto da essere all'attenzione del Parlamento da
diverse legislature.
Nel merito, ella ritiene che le due lauree siano solo
apparentemente sovrapponibili come del resto confermato dal
parere reso dalla Commissione sanità, la quale paventa anche un
rischio di parziale incostituzionalità. Il provvedimento è
inoltre fortemente centralista e lesivo dell'autonomia
universitaria.
Non può tuttavia non considerarsi anche l'esigenza di approvare
definitivamente il testo, onde evitare il rischio di ulteriori
peggioramenti nel caso di una estenuante navette fra i
due rami del Parlamento.
Il suo Gruppo ritiene pertanto di acconsentire a non
ripristinare la versione originariamente accolta dal Senato in
prima lettura, purchè il Governo, nella sua continuità
istituzionale, si impegni a dare attuazione al provvedimento nel
senso della mera abrogazione secca.
In caso contrario, preannuncia l'astensione del suo Gruppo.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL) dichiara di apprezzare l'apertura manifestata dal
Gruppo del Partito Democratico, ricordando che già da tempo si
erano generate aspettative non del tutto corrette per i laureati
in scienze motorie. Ribadisce altresì di concordare con la
posizione delministro Fazio e con il parere espresso dalla 12a
Commissione,
tenuto conto che occorre senz'altro abrogare l'equipollenza.
Pur riconoscendo dunque che sarebbe stato
preferibile eliminare i commi 2 e 3 dell'articolo 1, fa presente
che ciò non solo rallenterebbe l'iter ma presumibilmente
lo arresterebbe in via definitiva. Dichiara quindi il voto
favorevole del suo Gruppo sul conferimento al relatore del
mandato a riferire favorevolmente in Assemblea sul testo come
approvato dalla Camera dei deputati.
Il senatore
PITTONI
(LNP) dichiara a sua volta il voto favorevole della
propria parte politica.
La senatrice Vittoria
FRANCO
(PD), in assenza di chiarimenti da parte del Governo,
conferma l'astensione del suo Gruppo.
La Commissione conferisce quindi mandato al relatore a riferire
favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge, nel testo
approvato dalla Camera dei deputati.
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Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario
n. 286 del 16/03/2011
(572-B)
CAFORIO ed altri. - Abrogazione
dell'articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n.
250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006,
n. 27, in materia di equipollenza di diploma di laurea in
scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia, e
disposizioni relative al conseguimento della laurea in
fisioterapia da parte di studenti e laureati in scienze motorie,
approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 9 marzo scorso, nel
corso della quale - ricorda il
PRESIDENTE
- erano emerse tre alternative in ordine al disegno di legge in
titolo: l'approvazione nel testo giunto dalla Camera dei
deputati; la modifica parziale del testo con riferimento al
comma 2; l'abrogazione dei commi 2 e 3, onde ritornare al testo
a suo tempo approvato dal Senato. Fa presente altresì che sono
stati presentati gli identici emendamenti 1.1 e 1.2, pubblicati
in allegato al presente resoconto.
Il senatore
RUSCONI
(PD)
conferma la preferenza del suo Gruppo per l'abrogazione dei
commi 2 e 3, nel senso indicato dalle proposte emendative, anche
tenuto conto del nuovo contesto costituito dalla riforma
dell'università.
Si associa il senatore
GIAMBRONE
(IdV),
il quale ribadisce nuovamente che il Gruppo Italia dei Valori è
sempre stato favorevole alla mera abrogazione secca
dell'equipollenza.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL),
pur comprendendo la posizione dei Capigruppo di opposizione,
ritiene che l'iter del provvedimento sia giunto ad una
fase tale per cui è preferibile licenziare definitivamente il
testo, come approvato dall'altro ramo del Parlamento, onde non
rinviare ulteriormente la soluzione della vicenda. Ricorda in
proposito le affermazioni rese in tal senso dal ministro Fazio.
Annuncia perciò il ritiro della propria firma dall'emendamento
1.1.
Il relatore
BEVILACQUA
(PdL) e il sottosegretario PIZZA invitano i firmatari a
ritirare le proposte emendative, altrimenti il parere è
contrario.
Il senatore
GIAMBRONE
(IdV)
tiene a precisare che l'emendamento 1.1, identico all'1.2, era
il frutto di un accordo tra tutti i Capigruppo, finalizzato a
ripristinare l'articolato nella versione deliberata dal Senato.
Invita pertanto ad una maggiore riflessione, cosicché la
Commissione non rinunci ad esprimere la propria posizione a
vantaggio di un testo interamente deciso dall'altro ramo del
Parlamento. Invoca dunque un'assunzione di responsabilità,
dichiarando che, qualora non si raggiungesse un nuovo accordo,
sarebbe indisponibile a ritirare le proposte emendative.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL)
rammenta che il testo approvato dalla Camera dei deputati non
intacca la comune volontà di abrogare l'equipollenza tra i
diplomi di laurea in scienze motorie e fisioterapia. Approvando
rapidamente il disegno di legge si potrebbe dunque evitare una
nuova navette tra i due rami del Parlamento.
La senatrice
Vittoria FRANCO
(PD)
fa osservare che il provvedimento rischia di ledere l'autonomia
universitaria demandando al Governo compiti attualmente già
spettanti agli atenei.
Il relatore
BEVILACQUA
(PdL),
pur concordando con le considerazioni della senatrice Vittoria
Franco, giudica prioritario risolvere la questione, augurandosi
che si possa comunque raggiungere un'intesa tra tutte le forze
politiche. Del resto, ricorda, lo stesso ministro Fazio ha
sollecitato la Commissione in questo senso.
Il senatore
RUSCONI
(PD)
rileva criticamente che il Senato si è trovato spesso nella
spiacevole condizione di dover ratificare scelte assunte dalla
Camera dei deputati. Ritiene peraltro che il disegno di legge
crei maggiore confusione nella misura in cui rimanda la
definizione di alcuni aspetti ad un decreto del Ministro. Ciò
illuderà nuovamente i laureati in scienze motorie, già
penalizzati in termini di scarsi sbocchi professionali, creando
un percorso alternativo rispetto a quello già possibile nella
cornice dell'autonomia universitaria. Il testo incide peraltro a
suo avviso sui posti disponibili per l'accesso a fisioterapia,
che resta infatti a numero chiuso.
Invita perciò a riconsiderare il ritorno alla sola abrogazione
secca, tanto più che la legge n. 240 del 2010 ha modificato il
quadro normativo di riferimento. Occorre dunque fare chiarezza
anche per evitare di sovrapporre impropriamente due lauree che
nascono in ambiti diversi, uno sanitario e uno sportivo.
Il senatore
GIAMBRONE
(IdV) reputa necessario un ulteriore confronto e dunque
domanda di rinviare il seguito dell'esame.
Il seguito dell'esame è rinviato.
La seduta termina alle ore 15,35.
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IN SEDE REFERENTE
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IN SEDE REFERENTE
(572-B)
CAFORIO ed altri. - Abrogazione
dell'articolo 1 - septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27,
in materia di equipollenza di diploma di laurea in scienze motorie
al diploma di laurea in fisioterapia, e disposizioni relative al
conseguimento della laurea in fisioterapia da parte di studenti e
laureati in scienze motorie, approvato dal Senato e
modificato dalla Camera dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 22 febbraio scorso, nel
corso della quale - ricorda il
PRESIDENTE
- fra l'altro è intervenuto il ministro Fazio.
Il senatore
GIAMBRONE
(IdV)
ribadisce la preferenza per l'abrogazione secca, dichiarandosi
comunque disponibile a trovare una soluzione con l'altro ramo del
Parlamento affinché l'esame si concluda in tempi rapidi. Coglie
comunque l'occasione per sottolineare il proprio disappunto per un
atteggiamento alquanto rinunciatario della Commissione che si trova
sempre nella condizione di dover di fatto ratificare testi approvati
dalla Camera dei deputati, abbandonando il pur preferibile percorso
intrapreso. Rammenta peraltro che sulla scelta di ritornare
all'abrogazione secca si era registrato un consenso unanime, anche
in sede emendativa. Concorda comunque con la necessità di non
prolungare eccessivamente i tempi di esame.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL) condivide certamente il comma 1 sull'abrogazione secca,
ricordando che il testo approvato dalla Camera dei deputati è
anteriore alla riforma dell'università e dunque potrebbe contrastare
con le norme in essa contenute circa l'autonomia. Pur manifestando a
sua volta piena disponibilità ad individuare modalità idonee ad una
rapida approvazione, ipotizza la possibilità di intervenire in
questa sede e di concordare una quarta lettura celere.
Il senatore
RUSCONI
(PD) manifesta piena sintonia con la posizione espressa dal
senatore Asciutti, precisando che nel Gruppo Partito Democratico
è emersa l'esigenza di non
introdurre un percorso privilegiato considerando che l'accesso alla
facoltà di fisioterapia attualmente è a numero chiuso.
Paventa perciò il rischio di indicare una modalità estranea
all'autonomia e alla legge n. 240 del 2010 sull'università, creando
ulteriori problemi. Tenuto conto di queste perplessità, non vede
particolari ostacoli ad una modifica del testo approvato dalla
Camera dei deputati.
Il senatore
GIAMBRONE
(IdV)
prende brevemente la parola per dichiarare che il Gruppo Italia dei
Valori alla Camera dei deputati assumerà la stessa posizione emersa
in questo ramo del Parlamento, in favore dell'abrogazione secca.
Invita perciò ciascun Capogruppo ad assumersi la responsabilità di
concordare un unico orientamento tra le due Camere.
La senatrice
Mariapia
GARAVAGLIA
(PD) rileva come le
attività sanitarie, ancorché non mediche, abbiano una loro
finalizzazione in quanto si rivolgono a persone malate. Il
fisioterapista è infatti preposto alla cura dei pazienti,
mentre il
laureato in scienze motorie può tutt'al più occuparsi di
prevenzione. Richiamandosi alla legge n. 240 del 2010,
sottolinea che la promozione del merito non si riscontra solo nel
raggiungimento dei risultati bensì anche nella valorizzazione del
contenuto proprio di ciascuna disciplina.
Ritiene altresì che se fosse stato consultato il Consiglio superiore
di sanità, competente in materia di professioni sanitarie,
probabilmente il testo sarebbe stato diverso.
Sottolinea infine l'importanza di una concezione qualitativa del
sistema sanitario come prestazione e di quello universitario in
termini di formazione.
Il presidente
POSSA
(PdL)
dissente dalle argomentazioni testè svolte, puntualizzando che il
comma 1 sancisce in modo indiscutibile l'abrogazione
dell'equipollenza e non viene affatto intaccato nel testo approvato
dalla Camera dei deputati. Rileva quindi che i successivi commi
attribuiscono dei compiti ai Ministeri coinvolti onde effettuare una
giusta ponderazione, che peraltro non incide negativamente sulla
legge n. 240. Si dichiara perciò favorevole all'approvazione rapida
in questo ramo del Parlamento a meno che non ci sia una verifica
preventiva da parte dei Capigruppo circa l'orientamento dei
rispettivi schieramenti nelle due Camere, come affermato dal
senatore Giambrone, al fine di evitare l'allungamento dell'iter.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL) propone di avviare contatti informali con i
rappresentanti dei Gruppi nella VII Commissione della Camera dei
deputati e di rinviare perciò la decisione alla settimana prossima.
Concorda la Commissione.
Il seguito dell'esame è rinviato.
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Legislatura 16º - 7ª Commissione permanente - Resoconto sommario n.
280 del 22/02/2011
IN SEDE REFERENTE
(572-B)
CAFORIO ed altri. - Abrogazione dell'articolo
1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di
equipollenza di diploma di laurea in scienze motorie al diploma di
laurea in fisioterapia, e disposizioni relative al conseguimento
della laurea in fisioterapia da parte di studenti e laureati in
scienze motorie, approvato dal Senato e modificato dalla Camera
dei deputati
(Seguito dell'esame e rinvio)
Riprende l'esame, sospeso nella seduta del 16 febbraio scorso.
Il ministro FAZIO comunica anzitutto il favore del Dicastero per
l'abrogazione dell'equipollenza tra i due diplomi di laurea,
considerato che l'esercizio della professione di fisioterapista deve
essere il frutto di un percorso di laurea specifico nell'interesse
del paziente. Ritiene dunque positivo il comma 1 dell'articolo 1,
mentre il comma 2, introdotto dalla Camera dei deputati, reca una
disciplina per il riconoscimento dei crediti dei laureati in scienze
motorie.
Ravvisando in effetti alcuni elementi in comune tra i due segmenti
formativi, che consentono il passaggio dall'uno all'altro, registra
con favore come l'approvazione del testo giunto dalla Camera dei
deputati non pregiudichi comunque il principio dell'abrogazione
dell'equipollenza, saldamente ancorato nel comma 1. Rende noto
peraltro che il Ministero della salute considera urgente licenziare
il provvedimento, evitando il protrarsi dei lavori, ferma restando
la scelta legittima di ciascuna Camera.
Fornisce altresì adeguate assicurazioni affinché i criteri per il
riconoscimento dei crediti siano alquanto stringenti, sottolineando
comunque che l'articolato si mostra più garantista rispetto
all'abrogazione secca.
Auspica conclusivamente che la Commissione possa intraprendere l'iter
più rapido di approvazione dell'articolato.
Il
PRESIDENTE
precisa che fino ad ora è stato fissato un termine per la
presentazione di emendamenti, che saranno poi esaminati in sede
referente, a conclusione della quale la Commissione potrà valutare
la richiesta di riassegnazione in sede deliberante, onde approvare
celermente il provvedimento.
Il sottosegretario VICECONTE conferma il sostegno del
Dicastero dell'istruzione per l'abrogazione dell'equipollenza. Nel
reputare comunque ragionevole il comma 2 dell'articolo 2, sottolinea
a sua volta l'urgenza di approvare il disegno di legge.
Il senatore
RUSCONI
(PD), nel ringraziare il Ministro per la chiarezza della
posizione espressa, dichiara, anche a nome del Gruppo Italia dei
Valori, la preferenza per l'abrogazione secca, ricordando che il
tema risale al 2005.
Nel rimarcare che durante la XIV legislatura si è affrontato in
maniera del tutto errata il problema degli sbocchi professionali dei
laureati in scienze motorie, manifesta comunque disponibilità ad un
confronto, pur evidenziando la maggiore chiarezza del testo
approvato dal Senato in prima lettura.
Si dichiara infatti dubbioso circa la rispondenza del
comma 2 al principio dell'autonomia universitaria, atteso che gli
atenei già possono riconoscere i crediti per il passaggio da un
percorso formativo ad un altro. Ritiene altresì che demandare ad un
ulteriore decreto del Governo la disciplina del riconoscimento dei
crediti finisca per appesantire la normazione sull'università, già
oggetto di una recente riforma ad opera della legge n. 240 del 2010.
Il
comma 2 rischia pertanto di costituire un ennesimo strumento di
sostegno improprio ai laureati in scienze motorie.
Nel prendere atto dell'esigenza di celerità avanzata
dall'Esecutivo, manifesta dunque la disponibilità del suo Gruppo ad
individuare soluzioni efficaci, di intesa con l'altro ramo del
Parlamento per una rapida approvazione del disegno di legge,
ribadendo la sua preferenza per l'abrogazione secca.
Il relatore
BEVILACQUA
(PdL) esprime a sua volta un sentito ringraziamento al
Ministro che ha fatto chiarezza su una questione assai risalente.
Non ritiene tuttavia convincenti le ragioni dell'urgenza, in quanto
il provvedimento è all'esame ormai da due legislature.
Riconosce comunque che il principio dell'abrogazione
dell'equipollenza resta inalterato nel comma 1 dell'articolo 1 e che
il comma 2 potrebbe essere inteso come norma di buon senso
nell'ottica di favorire il riconoscimento dei crediti.
Si dichiara pertanto disponibile ad accogliere il testo giunto dalla
Camera dei deputati, condividendo i rilievi posti dal Governo.
Il senatore
ASCIUTTI
(PdL) si associa ai ringraziamenti al Ministro,
rimarcando come il problema si sia aggravato nel momento in cui
molti corsi di laurea in scienze motorie sono rientrati nell'ambito
delle facoltà di medicina, in quanto ciò ha creato notevole
confusione nei percorsi formativi.
Evidenzia inoltre che il provvedimento è stato
presentato anteriormente alla legge n. 240 del 2010 di riforma
dell'università, la quale ha un'impostazione alquanto rigorosa. Si
interroga comunque sulla possibilità di disciplinare a livello
nazionale il riconoscimento dei crediti, che attualmente rientra
nell'autonomia universitaria, ipotizzando la definizione di meri
criteri generali.
Tiene peraltro a precisare che il punto essenziale è
rappresentato dal comma 1, inerente l'abrogazione, mentre i commi 2
e 3 non stravolgono la disciplina in vigore risultando addirittura
ultronei. Nel comprendere l'allungamento dei tempi dovuto ad un
eventuale ulteriore passaggio parlamentare, manifesta soddisfazione
per la posizione concorde espressa dall'Esecutivo, assicurando che
la Commissione adotterà le decisioni migliori per approvare
celermente il disegno di legge.
Il senatore
de ECCHER
(PdL) domanda quale sia la portata innovativa del comma 2
rispetto alla legislazione vigente, atteso che gli atenei già
stabiliscono norme per il riconoscimento dei crediti.
Paventa inoltre il rischio che una disciplina nazionale risulti
assai difficile da applicare, tanto più che i corsi di laurea sono
alquanto diversificati tra loro.
Il
PRESIDENTE
nega che il comma 2 si configuri come uno strumento per favorire i
laureati in scienze motorie, ritenendo invece che esso possa
accompagnare la fase di passaggio da una regolamentazione imperniata
sull'equipollenza ad una basata sull'abrogazione.
Il seguito dell'esame è rinviato.
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PROPOSTA DI LEGGEd'iniziativa dei
deputatiEVANGELISTI, CIMADORO, DI STANISLAO,
LEOLUCA ORLANDO, PALAGIANO, PORCINO, RAZZI, ROTA, SCILIPOTI, ZAZZERA
Abrogazione dell'articolo
1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250,
convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 febbraio 2006, n. 27, in materia di equipollenza del
diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in
fisioterapiaPresentata il 19 marzo 2009
Onorevoli Colleghi! - Con la presente proposta di legge si intende
fare chiarezza sulla linea di demarcazione che necessariamente deve
esistere tra le professioni sanitarie e quelle dei laureati in
scienze motorie.
Occorre sottolineare come le professionalità del settore
sanitario, e in particolare del ramo fisioterapico, stiano subendo
un ingiustificato atto d'ingerenza all'interno del rispettivo ambito
lavorativo.
Infatti, in seguito alla sciagurata approvazione di un
emendamento - in sede di conversione del
decreto-legge n. 250 del 2005, riguardante peraltro materia del
tutto estranea alla fattispecie che si andava a normare - ci
troviamo oggi nella situazione in cui una legge dello Stato, tuttora
in vigore, equipara, appunto, due diplomi di laurea come quello in
scienze motorie e quello in fisioterapia, previa frequenza di un non
meglio specificato «idoneo corso su paziente» da istituire presso le
università con decreto ministeriale.
L'equipollenza stabilita dalla disposizione che si intende
abrogare attribuisce il medesimo valore legale a titoli di studio
conseguiti a conclusione di percorsi formativi radicalmente diversi.
Infatti, mentre per il conseguimento del diploma di laurea in
fisioterapia è previsto un esame finale con valore abilitante alla
professione, non esiste una simile previsione per il conseguimento
della laurea in scienze motorie. Pertanto la citata norma si pone
Pag. 2
in contrasto con l'articolo
33 della Costituzione che, per l'abilitazione all'esercizio
delle professioni, prevede il superamento di un apposito esame di
Stato.
Peraltro, l'ambito, le modalità e i limiti attraverso cui
avviene quest'atto di novazione all'interno del nostro sistema
normativo non sono stati in alcun modo chiariti dal legislatore,
procedendo alla creazione di un «mostro normativo» a causa del
quale, alla fine di due corsi di laurea affini, ma molto diversi tra
loro, si può accedere a quelli che sono peculiari ambiti delle
professioni sanitarie.
Infatti, il corso di laurea in fisioterapia abilita
all'esercizio di una professione sanitaria, mentre al laureato in
scienze motorie è espressamente preclusa, dall'articolo
2, comma 7, del decreto legislativo n. 178 del 1998, istitutivo
della laurea stessa, la possibilità di svolgere attività di tipo
sanitario e assistenziale, riservate, appunto, alle professioni
sanitarie.
Occorre preventivamente chiarire che la scelta di escludere
dalla professione sanitaria fisioterapica il laureato in scienze
motorie è dettata dall'esigenza di tutelare gli ambiti professionali
propri del fisioterapista, ma vuole al contempo richiamare il
legislatore, magari tramite un successivo intervento normativo,
all'esame delle importantissime problematiche inerenti gli sbocchi
occupazionali per il laureato in scienze motorie, al quale - tramite
il ricorso a uno stratagemma legislativo, quale l'introduzione di un
emendamento in un decreto-legge vertente su tutt'altra materia - si
è riservato un «contentino» che non risolve, ma anzi aggrava,
l'assenza di un'apposita professionalità del settore.
Inoltre, con l'abrogazione dell'articolo
1-septies del decreto-legge n. 250 del 2005, convertito,
con modificazioni, dalla
legge n. 27 del 2006, si vuole dare voce ai preoccupanti
dissensi che si levano non solo dalle organizzazioni che si occupano
della tutela della salute del cittadino - che attentamente
denunciano il rischio per la qualità e per la sicurezza delle
prestazioni sanitarie - ma anche da parte del mondo scientifico e
accademico, che da tempo ormai richiama il legislatore sulla
necessità che sia la formazione, sia, soprattutto, l'ambito di
attività dei laureati in scienze motorie non abbiano margini di
sovrapposizione con l'area sanitaria, da cui si distinguono per la
regolamentazione dell'accesso ai corsi di studio su base nazionale,
per la definizione «sanitaria» dei profili professionali che
risultano dai corsi di studio e per il raggiungimento delle
caratteristiche proprie della professione attraverso particolari
tirocini pratici.
La presente proposta di legge mira a chiarire che solo il
laureato in fisioterapia, essendo laureato di area sanitaria, è
abilitato, attraverso l'intervento e le manovre terapeutici, a
restaurare la funzionalità di strutture fisiche colpite da forme
patologiche (riabilitazione), mentre il laureato in scienze motorie
deve «adattare» le funzioni motorie-sportive alle condizioni del
soggetto, senza pretese di carattere terapeutico-riabilitativo, così
come peraltro sottoscritto dalle associazioni delle diverse
categorie nella cosiddetta «Carta di Udine».
Passando all'illustrazione della presente proposta di legge,
occorre sottolineare come si ritiene di dover preventivamente
intervenire per abrogare il citato articolo 1-septies, in
attesa di poter approntare un apposito progetto di legge che possa
indicare precisamente le professionalità e soprattutto gli sbocchi
occupazionali per i laureati in scienze motorie.
La presente proposta di legge non comporta nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato.
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